02 Ago 2009 - 02:06:53
Ciao Dio,
scusami se non mi è venuto niente di meglio per cominciare a scriverti ma tu infondo non sei d’aiuto e trovare le parole da tanto tempo mi è così difficile. Vorrei scriverti di me, è egoistico lo so, ma non credo che tu sappia tutto e nemmeno che tu mi conosca. Cos’altro sarei se non un picciolo o un minuto frammento di polvere al tuo cospetto? Ma sai ti penso spesso e sono sincero lo faccio di più quando son giù di morale rispetto a quando gli ingranaggi ruotano gioiosi. Ti penso e certe volte è come una supplica ma forse non lo sai non è per me. Si, certo nel mezzo ci sono anche io con tutte le creature o, come le chiamo io, le “sostanze” che dipendono da te. No, hai ragione prego pochissimo e mai con le parole brevettate o imposte, così ecco la ragione per cui le mie preghiere valgono poco. Ti penso e, sono arrogante lo so, lo faccio a modo mio. Finite le somme con le sottrazioni riporto il risultato ed il mio pensarti altro non è che il mio pregarti, certo le parole sono alle volte dirette altre addolcite dall’umore ma l’obiettivo sei tu. Ammetto anche le colpe che non m’ appartengono perché comunque qualcosa avrei potuto fare invece di restare in ascolto del dolore altrui e dovermi pungere le dita per stillarlo via. Forse non riesco a dirti niente di preciso con questa mia perché non ho altro che maree dentro… e quando arrivano trascinano tutto. Così ora che ti scrivo e sono il niente dinanzi a te, ora ti sto mandando incontro quelle stesse maree, così come sono venute prima da me… senza lasciarsi più niente dietro. Ecco mio Dio volevo dirti che nel complesso hai fallito. Sei stato un padre/madre che ci ha abbandonato senza un buon motivo, solo troppe scuse e giustificazioni. Ma una cosa di buono secondo me l’hai fatta, alla fine nella tua ricetta hai messo un ingrediente per cui vale la pena vivere. Tutto il resto mette in corpo solo confusione, tristezza e rabbia che mi viene da pensare che noi ti siamo debitori ma tu quanto ci dovresti per tutti i tuoi sbagli? Qualunque sia la verità ci tenevo a dirti che una cosa piccola sei riuscito a farla e ti è venuta quasi bene, hai creato l’amore. Non è perfetto ma giustifica qualcosa, vale la pena pretenderlo, cercarlo e starci male quando è troppo dentro. L’amore è imperfetto come noi che siamo tutti contenitori instabili, ha tante forme ma brilla anche quando lo chiudi a doppia mandata dentro, tanto da rischiarare un’intera notte anche senza ricevere nulla in cambio. Dio se hai avuto la pazienza di leggermi, ti volevo anche dire grazie.
scusami se non mi è venuto niente di meglio per cominciare a scriverti ma tu infondo non sei d’aiuto e trovare le parole da tanto tempo mi è così difficile. Vorrei scriverti di me, è egoistico lo so, ma non credo che tu sappia tutto e nemmeno che tu mi conosca. Cos’altro sarei se non un picciolo o un minuto frammento di polvere al tuo cospetto? Ma sai ti penso spesso e sono sincero lo faccio di più quando son giù di morale rispetto a quando gli ingranaggi ruotano gioiosi. Ti penso e certe volte è come una supplica ma forse non lo sai non è per me. Si, certo nel mezzo ci sono anche io con tutte le creature o, come le chiamo io, le “sostanze” che dipendono da te. No, hai ragione prego pochissimo e mai con le parole brevettate o imposte, così ecco la ragione per cui le mie preghiere valgono poco. Ti penso e, sono arrogante lo so, lo faccio a modo mio. Finite le somme con le sottrazioni riporto il risultato ed il mio pensarti altro non è che il mio pregarti, certo le parole sono alle volte dirette altre addolcite dall’umore ma l’obiettivo sei tu. Ammetto anche le colpe che non m’ appartengono perché comunque qualcosa avrei potuto fare invece di restare in ascolto del dolore altrui e dovermi pungere le dita per stillarlo via. Forse non riesco a dirti niente di preciso con questa mia perché non ho altro che maree dentro… e quando arrivano trascinano tutto. Così ora che ti scrivo e sono il niente dinanzi a te, ora ti sto mandando incontro quelle stesse maree, così come sono venute prima da me… senza lasciarsi più niente dietro. Ecco mio Dio volevo dirti che nel complesso hai fallito. Sei stato un padre/madre che ci ha abbandonato senza un buon motivo, solo troppe scuse e giustificazioni. Ma una cosa di buono secondo me l’hai fatta, alla fine nella tua ricetta hai messo un ingrediente per cui vale la pena vivere. Tutto il resto mette in corpo solo confusione, tristezza e rabbia che mi viene da pensare che noi ti siamo debitori ma tu quanto ci dovresti per tutti i tuoi sbagli? Qualunque sia la verità ci tenevo a dirti che una cosa piccola sei riuscito a farla e ti è venuta quasi bene, hai creato l’amore. Non è perfetto ma giustifica qualcosa, vale la pena pretenderlo, cercarlo e starci male quando è troppo dentro. L’amore è imperfetto come noi che siamo tutti contenitori instabili, ha tante forme ma brilla anche quando lo chiudi a doppia mandata dentro, tanto da rischiarare un’intera notte anche senza ricevere nulla in cambio. Dio se hai avuto la pazienza di leggermi, ti volevo anche dire grazie.
Sindicazione
Io premetto che non sono una persona molto credente per tutte le cose ke mi sono capitate nella vita, e ho passato un sacco di tempo a chiedermi "perchè?". Ma sono giunta alla conclusione che certe cose accadono semplicemente perchè una motivazione non esiste...