La teoria del barattolo di maionese e di 2 bikkieri di vino...20 Set 2009
Un professore, prima di iniziare la sua lezione di filosofia, pose alcuni oggetti davanti a sé, sulla cattedra. Senza dire nulla, quando la lezione iniziò, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo riempì con delle palline da golf. Domandò quindi ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.Allora, il professore rovesciò dentro il barattolo una scatola di sassolini, scuotendolo leggermente. I sassolini occuparono gli spazi fra le palline da golf. Domandò quindi, di nuovo, ai suoi studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero di si.Il professore, rovesciò dentro il barattolo una scatola di sabbia. Naturalmente, la sabbia occupò tutti gli spazi liberi. Egli domandò ancura una volta agli studenti se il barattolo fosse pieno ed essi risposero con un si unanime.Il professore tirò fuori da sotto la cattedra due bicchieri di vino rosso e li rovesciò interamente dentro il barattolo, riempiendo tutto lo spazio fra i granelli di sabbia. Gli studenti risero!“Ora”, disse il professore quando la risata finì, “vorrei che voi cosideraste questo barattolo la vostra vita. Le palline da golf sono le cose importanti; la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le cose che preferite; cose che se rimanessero dopo che tutto il resto fosse perduto riempirebbero comunque la vostra esistenza.“I sassolini sono le altre cose che contano, come il vostro lavoro, la vostra casa, l’automobile. La sabbia è tutto il resto, le piccole cose.”“Se metteste nel barattolo per prima la sabbia”, continuò, “non resterebbe spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso accade per la vita. Se usate tutto il vostro tempo e la vostra energia per le piccole cose, non vi potrete mai dedicare alle cose che per voi sono veramente importanti.“Curatevi delle cose che sono fondamentali per la vostra felicità. Giocate con i vostri figli, tenete sotto controllo la vostra salute. Portate il vostro partner a cena fuori. Giocate altre 18 buche! Fatevi un altro giro sugli sci! C’è sempre tempo per sistemare la casa e per buttare l’immondizia. Dedicatevi prima di tutto alle palline da golf, le cose che contano sul serio. Definite le vostre priorità, tutto il resto è solo sabbia”.Una studentessa alzò la mano e chiese che cosa rappresentasse il vino. Il professore sorrise. “Sono contento che tu l’abbia chiesto. Serve solo a dimostrare che per quanto possa sembrae piena la tua vita: c’è sempre spazio per un paio di bicchieri di vino con un amico”.
Lettera a Dio02 Ago 2009
Ciao Dio,
scusami se non mi è venuto niente di meglio per cominciare a scriverti ma tu infondo non sei d’aiuto e trovare le parole da tanto tempo mi è così difficile. Vorrei scriverti di me, è egoistico lo so, ma non credo che tu sappia tutto e nemmeno che tu mi conosca. Cos’altro sarei se non un picciolo o un minuto frammento di polvere al tuo cospetto? Ma sai ti penso spesso e sono sincero lo faccio di più quando son giù di morale rispetto a quando gli ingranaggi ruotano gioiosi. Ti penso e certe volte è come una supplica ma forse non lo sai non è per me. Si, certo nel mezzo ci sono anche io con tutte le creature o, come le chiamo io, le “sostanze” che dipendono da te. No, hai ragione prego pochissimo e mai con le parole brevettate o imposte, così ecco la ragione per cui le mie preghiere valgono poco. Ti penso e, sono arrogante lo so, lo faccio a modo mio. Finite le somme con le sottrazioni riporto il risultato ed il mio pensarti altro non è che il mio pregarti, certo le parole sono alle volte dirette altre addolcite dall’umore ma l’obiettivo sei tu. Ammetto anche le colpe che non m’ appartengono perché comunque qualcosa avrei potuto fare invece di restare in ascolto del dolore altrui e dovermi pungere le dita per stillarlo via. Forse non riesco a dirti niente di preciso con questa mia perché non ho altro che maree dentro… e quando arrivano trascinano tutto. Così ora che ti scrivo e sono il niente dinanzi a te, ora ti sto mandando incontro quelle stesse maree, così come sono venute prima da me… senza lasciarsi più niente dietro. Ecco mio Dio volevo dirti che nel complesso hai fallito. Sei stato un padre/madre che ci ha abbandonato senza un buon motivo, solo troppe scuse e giustificazioni. Ma una cosa di buono secondo me l’hai fatta, alla fine nella tua ricetta hai messo un ingrediente per cui vale la pena vivere. Tutto il resto mette in corpo solo confusione, tristezza e rabbia che mi viene da pensare che noi ti siamo debitori ma tu quanto ci dovresti per tutti i tuoi sbagli? Qualunque sia la verità ci tenevo a dirti che una cosa piccola sei riuscito a farla e ti è venuta quasi bene, hai creato l’amore. Non è perfetto ma giustifica qualcosa, vale la pena pretenderlo, cercarlo e starci male quando è troppo dentro. L’amore è imperfetto come noi che siamo tutti contenitori instabili, ha tante forme ma brilla anche quando lo chiudi a doppia mandata dentro, tanto da rischiarare un’intera notte anche senza ricevere nulla in cambio. Dio se hai avuto la pazienza di leggermi, ti volevo anche dire grazie.